Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/377

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ad una allodola. 363


     Cori d’allegro imene,
O di trionfo olimpiche canzoni
Accanto alle serene
Note, che disprigioni
70Dall’ardente tuo cor, son freddi suoni.

     A che nascose fonti
L’onda beata attingi? a che pianure?
A che marine o monti?
Dolci d’amor le cure
75Sempre ti son? non provi odî e paure?

     Al tuo gioir commista
Esser doglia non può: de’ suoi languori
Te noia non attrista;
Canti i tuoi lieti amori,
80Ma dell’amor gli occulti tedî ignori.

     Sia che tu vegli o dorma,
Scerner la morte a te non si disdice
In più benigna forma,
Che a noi sognar non lice;
85O sì vispa saresti e sì felice?

     Trepidi innanzi, indietro
Noi volgiam le pupille: al desco accanto
Veggiam starci il ferètro;
E se lo bagna il pianto,
90Esce più dolce dalle labbra il canto.