Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/88

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
74 a fedele lampertico.

20Giocai l’ultima volta. Un cardellino,
Mio compagno d’esiglio, innanzi all’alba
Cantarellando mi destò: del mondo
Al paro conoscenti entrammo in via.

    Alle venture età, quando i nepoti
25L’avo a sera raccolga, e novellando
La cadente del sonno ala sospenda,
Di giganti epopea meravigliosa
Questo secol parrà, di cui la soglia
Tengono immani Bonaparte e Volta.
30Come rósa dagli anni eccelsa ròcca,
Quell’antico di servi e di signori
Edificio cadè. Sovra le piazze,
Di strana arbore all’ombra e fra le danze
Della folla beffarda, arser gli stemmi
35Che d’infiniti spazî il titolato
Sir dalla gente divideano. Il dritto
Si disconobbe delle prime fasce;
E partito egualmente a’ molti figli
Scese il censo paterno. I latifondi
40Che orante cenobita abbandonava
Alla randagia pecora, innaffiati
Dal libero sudor d’industri volghi
Lussureggiâr di varia mèsse; all’opra
Eran stimolo i figli e lo sgomento
45Del pubblico esattor. Regali vie
Alle città lontane agevolaro