Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/99

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il lavoro. 85

     Da’ colpi domata del vostro scalpello
Il fregio riceve la pietra ritrosa;
     L’indocile acciaio si arrende al martello;
20Tagliata nel legno si schiude la rosa.

     All’opra d’un solo ben ricca mercede
Di mille vien l’opra: di scambio fraterno
     Per lunga catena ciascuno possiede
24Il pane pe’ figli, la veste pel verno.

     All’uopo comune per l’acque lontane,
Anello de’ mondi, la nave cammina,
     Che al vostro telaio riporta le lane
28A’ fiumi deterse dell’ultima Cina.

     Volate, fratelli, volate al lavoro
Che in fervide gare lo spirito affranca;
     Il tempo è ricchezza; le braccia tesoro
32Che abbonda a’ volenti, che usato non manca.

     De’ ferri al rimbombo più larga nel core
Ribolle la vita, com’onda battuta:
     Se taccia dell’arti l’allegro romore,
36In freddo deserto la terra si muta.

     Fuggiasco da’ piani che riga il Missuri,
A stirpi più degne serbato retaggio,
     Sonar ne’ suoi boschi d’Europa le scuri
40Intende dappresso l’ignaro Selvaggio.