Pagina:Viaggio Da Milano Ai Tre Laghi.djvu/104

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88 Val d'Ossola.

to la Corte di Mattarella, 1 e soggiacque ai Vescovi di Novara, che v’aveano un buon castello, indi ai Visconti, agli Sforza e a tutti i Signori di Milano, finchè fu, come; parte dell’Alto Novarese, ceduto al Re di Sardegna, e or appartiene al regno d’Italia. Non poteva edificarsi in più inopportuno luogo un borgo. Il fiume Bogna da molti secoli gli accumula intorno le ruine de’ monti che vanno disfacendosi, e già n’ha coperta di steril ghiaia la campagna, un tempo fertile. Ciò devesi in gran parte all’avere distrutte le selve di val Bugnanca, e introdottavi l’educazione delle capre, per le quali nessun albero vi può crescere, e rattener così la terra contro la corrosione delle acque. Domo, secondo Saussure, è 157 tese sopra il livello del mare.

Era Domo altre volle considerevol castello cinto di mura di pietre tagliate, che sembran essere d’ardesia o di sasso calcare: di tegole ardesiache son certamente i tetti delle case. Nella chiesa parrocchiale vedonsi molti lavori di pietra ollare. La nuova strada, per cui molto si è distrutto de’ vetusti edifizj, ne ha fatta dilatare e innalzare la contrada principale. La fabbrica della dianzi chiesa di S. Francesco è a sassi neri e bianchi, i primi

  1. Capis Della Corte di Mattarella. Milano 1673