Pagina:Viaggio sentimentale di Yorick (1813).djvu/220

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SENTIMENTALE
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Mi ricordo che appunto in quel crocchio, mentr’io nel fervore del ragionamento andava provando la necessità d’una Prima Causa, mi sentii tentare nel gomito; e il contino di Fainéant mi chiamò in disparte in un canto di quella sala, per avvertirmi che il mio solitaire1 mi calzava troppo nel collarino. Guardi; sta plus badinant, diceva egli accennandomi il suo — e basta una parola, monsieur Yorick, al savio —

— E dal savio, monsieur le comte, risposi con un inchino.

Nè verun uomo mortale mi strinse con amplesso sì sviscerato, come allora il contino di Fainéant.

Per tre continue settimane non ebbi opinione fuorchè quella di chi mi parlava — Pardi! ce monsieur Yorick a autant d’esprit que nous autres — Il raisonne bien, diceva un altro — e un altro: C’est un bon enfant — Onde finchè Dio mi lasciava vita, io poteva mangiare e bere, e darmi buon tempo in Parigi; ma pagando pur sempre un disonestissimo scotto — m’avvilii di vergogna — lucri da schiavo! — l’onore e tutti

  1. Qui è anello d’una gioja sola, nel quale si passavano le due cocche del fazzoletto da collo.