Pagina:Viaggio sentimentale di Yorick (1813).djvu/228

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SENTIMENTALE
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Guardai negli occhi di Maria, e m’avvidi che più che alla sua capretta e al suo innamorato, essa allora ripensava a suo padre; poichè proferendo quelle parole le lagrime le gocciavano giù per le guance.

M’assisi accanto a lei; e Maria mi lasciava che mentre le cadeano le lagrime io le asciugassi col mio fazzoletto — e lo bagnai delle mie — e nelle sue — poi nelle mie — e rasciugai poscia le sue — sentiva intanto io tali commozioni e sì inesprimibili ch’io sono certo che non potrebbero ascriversi mai a veruna combinazione di materia e di moto.

Sì; sono persuaso che ho un’anima: e tutti i libri di cui i materialisti appestano il mondo non sapranno convincermi mai.


LXIV. MARIA

Maria si risentiva; e le domandai se si ricordava d’un uomo pallido ed esile della persona, il quale due anni addietro s’era seduto in mezzo a lei e alla sua capra. Rispose, che a quel tempo era malata assai; ma che se ne risovveniva per due circostanze — perchè così malata s’accorse che quell’uomo n’aveva pietà; e poi, perchè la sua capra gli aveva rubato il fazzoletto, e ch’ella per quel furto l’aveva allora battuta — E dicevad’a-

 
 
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