Pagina:Viaggio sentimentale di Yorick (1813).djvu/95

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76 VIAGGIO

vano con un nastro nero al mio collo — e contemplandolo io arrossiva — avrei data l’anima per poterlo baciare — ma io arrossiva — e questo tenero fiore, dissi chiudendolo fra le mie mani, sarà calpestato fino alla sua radice — e calpestato, Yorick, da te! da te, che hai promesso di proteggerlo nel tuo seno?

Eterna fonte di felicità! dissi inginocchiandomi a terra — siimi tu testimonio — e teco mi sia testimonio ogni spirito casto che tu disseti e consoli — non andrò a Brusselle, se Elisa non m’accompagna; no; quand’anche per quella strada s’arrivasse ne’ cieli.

Il cuore ne’ suoi trasporti, vuole sempre, a dispetto della ragione, dir troppo.


XXIX. AMIENS


La fortuna non arrideva a La Fleur; e non solo gli si mostrò poco amica nelle sue imprese cavalleresche1 — ma da ch’ei s’arrolò mio scudiere, ed erano omai ventiquattr’ore, gli fu avarissima di occasioni da poter segnalare il suo zelo. L’anima sua spasimava già d’impazienza; quando capitò la lettera di madame de L***. E

  1. Come nella lotta col ronzino per l’asino morto.