Pagina:Vico, Giambattista – La scienza nuova seconda, Vol. I, 1928 – BEIC 1964037.djvu/195

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

origini delle lingue e delle lettere 189


La qual dee essere la cagione dell’oscurezza che s’incontra nell’antica geografia e nella storia naturale de’ fossili, delle piante e degli animali. Perciò da noi in quest’opera la prima volta stampata si è meditata un’Idea d’un dizionario mentale da dare le significazioni a tutte le lingue articolate diverse, riducendole tutte a certe unitá d’idee in sostanza, che, con varie modificazioni guardate da’ popoli, hanno da quelli avuto vari diversi vocaboli; del quale tuttavia facciamo uso nel ragionar questa Scienza. E ne diemmo un pienissimo saggio nel capo quarto, dove facemmo vedere i padri di famiglia, per quindeci aspetti diversi osservati nello stato delle famiglie e delle prime repubbliche, nel tempo che si dovettero formare le lingue (del qual tempo sono gravissimi gli argomenti d’intorno alle cose i quali si prendono dalle natie significazioni delle parole, come se n’è proposta una degnitá), essere stati appellati con altrettanti diversi vocaboli da quindeci nazioni antiche e moderne; il qual luogo è uno degli tre per gli quali non ci pentiamo di quel libro stampato. Il qual Dizionario ragiona per altra via l’argomento che tratta Tommaso Hayne nella dissertazione De linguarum cognatione e nell’altre De linguis in genere e Variarum linguarum harmonia. Da tutto lo che si raccoglie questo corollario: che quanto le lingue sono piú ricche di tali parlari eroici accorciati tanto sono piú belle, e per ciò piú belle perché son piú evidenti, e perché piú evidenti sono piú veraci e piú fide; e, al contrario, quanto sono piú affollate di voci di tali nascoste origini sono meno dilettevoli, perché oscure e confuse, e perciò piú soggette ad inganni ed errori. Lo che dev’essere delle lingue formate col mescolamento di molte barbare, delle quali non ci è venuta la storia delle loro origini e de’ loro trasporti.

446Ora, per entrare nella difficilissima guisa della formazione di tutte e tre queste spezie e di lingue e di lettere, è da stabilirsi questo principio: che, come dallo stesso tempo cominciarono gli dèi, gli eroi e gli uomini (perch’eran pur uomini quelli che fantasticaron gli dèi e credevano la loro natura eroica mescolata di quella degli dèi e di quella degli uomini), cosí