Pagina:Vico - La scienza nuova, 1, 1911.djvu/261

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libero, il quale naturalmente è da Dio aiutato con la di lui Provvedenza (come si è detto sopra, nel secondo corollario della medesima ottava), sulla quale la cristiana conviene con tutte l’altre religioni. Ch’era quello sopra di che Grozio, Seldeno, Pufendorfio1 dovevano innanzi ogni altra cosa fondar i loro sistemi e convenire coi romani giureconsulti, che diffiniscono «il Diritto natural delle genti essere stato dalla divina Provvedenza ordinato» (a) 1.

cv


Il Diritto natural delle genti è uscito coi costumi delle nazioni tra loro conformi in un senso comune umano, senza alcuna riflessione e senza prender essemplo l’una dall’altra.

Questa Degnità, col detto di Dione riferito nell’antecedente, stabilisce la Provvedenza essere l’ordinatrice del Diritto natural delle genti, perch’ella è la regina delle faccende degli uomini.

Questa stessa stabilisce la differenza (b) 2 del Diritto natural degli Ebrei, del Diritto natural delle genti e Diritto natural



  1. (a) [A q. l. CMA1 intercala la seguente Degnità:] Le sorgive di tutte le umane azioni sono tre: onestà, utilità, necessità. — Questa Degnità dà i principii della differenza tra ’l diritto natural de’ filosofi, ch’è dettato dall’onestà, per la quale gli uomini dovrebbono per ragion fare gli più esatti doveri della giustizia; e ’l diritto natural delle genti, che si può ottenere dalla natura umana corrotta, che per le utilità e necessità della vita gli uomini celebrino quel giusto onde si conserva l’umana società: che è quello che i giureconsulti romani dicono nel diffinirlo: «usu exigente atque humanis necessitatibus expostulantibus» 2 rimanente testo della nota esterna
    1. Grozio, op. cit.; Selden, op. cit.; Puffendorf, De iure nat. et gent.
    2. Inst., I, 2 (De iure nat. et gent. et civ.), 2. La parola «expostulantibus» è un’aggiunta vichiana.
  2. (b) da noi qui sopra detta del diritto natural delle genti, diritto natural de’ filosofi e diritto natural degli Ebrei, che credevano nella Provvedenza d’una mente infinita e sopra il Sinai ebbero riordinata da Dio quella legge ch’avevan avuto dal principio del mondo (così santa che vieta anco i pensieri meno giusti, la quale non poteva osservarsi che da un popolo che riverisse e temesse un Dio tutto