Pagina:Vita di Dante, Petrarca e Boccaccio.djvu/169

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latine opere da lai pubblicate serba ronsi ; perchè, della grande, e quasi incredibile sua attitudine, e diligenza nel trascrivere codici perenne monumen- to a’ posteri rimanesse. Di Sua indole tanto era orgoglioso , che, comunque da scarsezza di patri- monio astretto venisse, pure ei non volle per pocO con alcun dei Principi coabitare. Dal fche deri- vò , io giudico, che non mai delle cose proprie contento , in più luoghi de* suoi scritti lo stato suo veementemente deplorasse. Alt* ultimo di que- sta si studiosa vita pervenuto, nel sessagesimo se- condo anno dell’ età sua gloriosamente spirò.

Fu sepolto] con grande onore in Certaldo nella Basilica di S. Giacomo, sotto lapida quadrata con epigramma da lui stesso dettato%

Giaccion qui chiuse di Giovan le ceneri*i Dei merti di està vita innantj a Dio Stassi,orna la bell’alma. A Idi Boccaccio Padre. Certaldo patria. Ei fu poeta*

Quai versi alcerto troppo bassi per l’eccellenza di un tanto singoiar poèta sembrando a Collucio Sa? lutato, uomo eruditissimo, dodici dei suoi’a quei primi in questo modo soggiunse.

Perchè di te sa’ parli umilemente Inclito Vate? Tu d’illustre nome Rendi conte le selve, e monti, e fiumi