Pagina:Vita di Dante, Petrarca e Boccaccio.djvu/173

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e Pano, e l’altro tenor di vita da preporsi agli altri due, non istol tamen te giudichiamo : dappoi* chè egli su le prime non esitò impugnar le armi, e da prode combattè in difensione della patria. Dipoi al governa mento della cosa pubblica alquan- to addetto , ottimamente diportossi. Tutto questo per fermo appartiensi a la vita attiva ; e non può uè del Petrarca, nè del Boccaccio dirsi ; imperoc- ché nella quiete, e nello studio delle lettere ^ quasi tutta trascorsero loro età. La qual vita a comune consentimento contemplativa , fu solito, chiamarsi. Petrarca , e Boccaccio, tutto altro pre- termesso , a questa dediti soltanto, di certo do- vea no meglio vantaggiare, appunto perchè più diu- turna, e assai pacata vita si menassero; pure affatto diversamente va la bisogna. Dante, comecché né fosse troppo invecchiato , uè si avesse , come si è detto , la tranquillità dèlia Vita goduto ; che anzi in parte per le assidue cure della Repubblica svolto dagli studi, e in parte per le angustie dell’esilio afflitto, Y avesse per lo più passato ; pure per l’ec- cellenza qnasi divina del suo ingegno f ad estesis- sima cognizion delle divine , ed umane cose iu breve pervenne. Conciossiacbè nelle maltematiche, la quale scienza si i numeri, che le dimensioni, i rapporti, i moti , e le conversioni degli astri in- sieme comprende ; e nell’ una e 1’ altra filosofia , che i costumi , e le cose natnrali riguardano ; ed in fine nelle sacre pagine, che interamente la Di- vinità abbracciano, siilattainente avvantaggiò , che

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