Pagina:Vita di Dante, Petrarca e Boccaccio.djvu/27

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passione il fanciullo più di Ogni altro egregio, e dedito tuLtavia a lo studio delle lettere, in mira* bil guisa, come testé abbiam detto, i primi eie» menti ue apparò. Dipoi sul finir della puerizia , morto già il padre , appi icossi alle arti degne di un libero , e però dette liberali , per consiglio de' congiunti , e particolarmente di Brunetto La» tini, uomo ìli allora efudiìissimo ; in ognuna del- le quali di certo, è incredibile , quaiito abbia in breve tempo progredito ; giacché a la dial^t* tica , ed a la Rei Lorica mirabilmente congiunse profonda conoscenza di tutt? i Vnattematici. Indi fatto giovine, pih che ad ogni altro,'*si addiede a la poesia> e tanto valore ben tostò acquistonile, che di nn ambito famigliari gli addivennero quante cose i nostri poeti scrissero, di che forse più op* portunamente diremo in appresso. £ tutti questi studi delle, belle arti in Firenze coltivò negli an- ni ancor teneri ; ai quali benché dedito a tutta possa, non però mica trasandava altri doveri per- tinenti ad nono libero. Dapoichè conversava con gli uguali, e tntti gli offici propri dell* età sna esegui- va; in tantoché in quel memorabile conditto, che felicemente sostennero i Fiorentini contro gli À- retini in un dei loro campi, detto Campaldino dagli abitanti, non ricusò battersi per la patria nella prima schiera, cora'ei in una sua pistola ac- curatamente scrive, disegnando la forma di quel combattimento. In questa terribile avvisaglia portò gravissimo pericolo; perciocché dubbio fu per quul-