Pagina:Vita di Dante, Petrarca e Boccaccio.djvu/29

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che tempo 21 combattere, incerta la vittoria firrj. Gli Aretini cavalieri frementi in vero nel primo

empi lo contro le schiere equestri dei Fiorentini, a tal segno gli rincalzarono, che astretti a indietreg- giare, si rafforzarono poi Cult’ in un corpo coi pe- doni. E questa uuione colla fanteria noti solo im* meglio pi Fiorentini l’aspetto de la pdgna, mi limisi. fé" rimaner vinti gli Aretini, che di fuga in- seguivano i nostri, dietro lisciata per gran distanza la loro palestre schiera; perlocchè indarno cercando subito a quella riunirsi , in ni un conto più pote- rono superare. Di tal maniera i nostri come trion- fanti tornarono in patria, proclamando vittoria SU* nemici sbarattati e rotti.

Frattanto la pnlzella , che Dante unicamente a- ma va da prematura morte vien rapita ; ed egli di florida età , è inesprimìbile , quanto se ne fosse accorato ; perciocché lungamente, e spesso in la- crime ruppe, in nrli, in lamenti, e sospiri , più che ad nomo, che si grande esser dovea, sembras- se dicevole; e si racconta, essersi tanto scosso per veemenza di dolore, che in quei giorni di Intto poco abbia mangiato, e poco anche dormito. Indi fatto scarno , malsano addiveniva ; perocché in ninu conto avean giovato V esortazioni, ed 1 con- forti degli amici , e dei consanguinei , che anzi vieppiù ne prendea motivo di attristarsene. Per molti mesi dunque sempre più acremente travaglia- to il suo cuore, non addò guari fiuahnente, che più docile cominciò al aprir gli orecchi a’ confòrti