Pagina:Vita di Dante, Petrarca e Boccaccio.djvu/33

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de 1* iamgfo» « oom’ è conwttnfa, spineto ad ingerirsi negli sfibri dtlla Repubblica. A questa in vero» Tanno quasi trentesimo dell’età sua volgendo, dolila eoo ardenza, cosà di por tossi, che non molto dopo per le singoiavi sue virtù, a comune consen- timento, di cittadino sommo Tenne in fama. Indi a poco con grande onore gravi impieghi di città sostarne, e decorose magistrature ; dapoiebè osate si rivolse al governo della Republica» tosto per le sue ammirabili virtù non immeritevolmente fu as- sunto, e scelto al sommo magistrato della città , volgarmente detto Priorato, in tempo che i ma- gistrati, giusta l’antico costume dei Romani, crea- vansi per elezione a voti , non per aorte oome di presente A questo supremo grado di dignità, costa, essere stalo lui trascelto nel i3oo della cri- stiana salvezza. Pertanto se nel x365 dell’Era vol- gare ei nacque, e nel i3oo fu crealo dei Priori, è chiaro, essere stato a tal dignità assunto nell’anno trentesimo quinto dell’età sua. Non potendo adun- que in questo suo magistrato alcun grave disdoro de la città tollerare, avvenne, che taluni egregi, e notili cittadini in quel tempo fossero, lui pre- cipuamente adoperandosi , da la città scacciati. E perchè la cosa venga meglio a chiarirsi , le cause di ootal: relegazione siu da la prima origine ripe- teremo.

Da molto pria dì questa epoca di’ relegazione erano cominciate in Fiorenza due fazioni, una de le