Pagina:Vita di Dante, Petrarca e Boccaccio.djvu/67

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aenta in breve che mai ne v»en tramandato» ea«

aergli. accaduto intorno a 1a riferita qualità del co* forilo, e de’ capelli, mentre « Verona ei dimora* va. Dapoichè andando un giornoper la città, pas- sò per avventura avanti la porta di pna certa ca- sa, dove alcune donnicciole, giusta il costume del paese sedute, favoleggiavano ; una de le quali non sì tosto vide, Panie passare, che volta a la più vici- na, dissele » Vedi, vedi l’uomo, che vien dall’In- ferno, mentre de le ombre colà raccolte nuove co- se riferisce a’ viventi. Tanto erasi divulgata per tutto la fama della prima .parte della sua Gomme- dia. A lei che si parlava,-l’aitra per aiSàtto discor- so mossa, dicesi, ben tosto aver in maniera trop- po insulsa, e usa di donne replicato ». Il vero mi dici, sorella; la di lui crespa barba, la nera car- nagione per quella tal . negrezza, e quel globoso fu* igo de le bolge internali , retto il tuo giudizio a- pertameute fauno (xirj. Inoltre avea egli un por- tamento grave, e franco ; era malinconico, e sem- pre pensoso; e nel declinar degli anni alquanto curvo camminava.

Avvene di alcuni, che dicono, lui essere stato dì più leggiadro aspetto. Dui resto la sua effigie di forma al vero consimile da buon pittore di quel tempo assai ben dipinta, trovasi nelle pareti de la Basilica di Sauta Croce. Nel vestire messo alquanto bene andava, anche pria che fesa? cacciato in esi- lio, non già in guUà troppo elegante, siccome ad