Pagina:Vita di Dante, Petrarca e Boccaccio.djvu/73

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menti nel luogo , Ov’ ei lèggeva , affollandosi. £ quel che più ne desta maraviglia si è, che richie- sto di qual maniera abbia mai p«luio contenersi di rivolgere lo sguardo, almen per un tantino, a la solenne festa , che si pomposamente immuti a lui celebra vasi, dicesi, abbia risposto, nulla avere udito.

Vi sono alcuni , che affermauo, essere lui stato elegantissimo nell’ Orare ; il che le frequenti sue ambascerie a molti illustri Principi , non che a sommi Pontefici chiaramente comprovano. Vi si arroge, che quasi come a Principe nella Republica per la sua singolare eleganza sembrava donneggiare. Fu inoltre di troppo acuto ingegno, e di fedelis- sima memoria, di che, se lecito mi fosse , molte testimonianze potrei addurre, ma per tema di pro- lissità di una soltanto avvalgomi, e questa è in vero sorprendente. Trova vasi egli per caso a Pari- gi, poiché come sopra abbiam detto, dopo la mor- te di Federico AugusLo «travisi tosto ritirato; e qui- vi in numerosa assemblea di eccellenti persone al- tamente, e sottilmente e solo disputava cogli altri su Divine cose. Imperò gli opponenti sino a quat- tordici varii temi intorno altissime quistioni, aven- do, come dicesi, prodotto, tutti ad uno ad uno con l’istesso ordine, ond* erano stati proposti, non senza universale ammirazione fedelmente replicogli, e più anjmirabilmente gli disciolse.

Di onore benanche, e gloria ansioso ei visse, forse più di quanto sembrava dicevole a un si già-