Pagina:Vita di Dante.djvu/112

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102 capo quarto

grafi di lui, che potè forse vedere de’ suoi disegni1.

Ed ora si scorge quali fossero i progressi d’ogni maniera, lingua, poesia, prosa, ed arti, già fattisi al sorgere di Dante; e qual luogo già distinto ei vi tenesse fin d’allora intanto che v’ottenesse il primo. Ma vedesi, che ei non fu, come dicesi da taluni, quasi astro solitario in notte nuvolosa, o rigogliosa pianta in deserto; chè queste sono immagini fantastiche e fuor di natura e verità. Nè so terminare questo specchio della civiltà e dello splendore di Firenze nei primi anni di Dante, senza pur aggiungervi una narrazione del Villani, che mi sembra compiere il ritratto della vita colà vivuta. “Negli anni di Cristo 1283, del mese di giugno” (così ai diciotto anni compiuti di Dante) “per la festa di s. Giovanni, essendo la città di Firenze in buono et pacifico stato, et in grande, tranquillo e utile per li mercatanti et artefici, et massimamente per li Guelfi, che signoreggiavano la terra, sì si fece nella contrada di santa Felicita oltr’Arno, onde furono capo i

  1. Leonardo Aretino in Dante, Ediz. Minerv. p.59.