Pagina:Vita di Dante.djvu/140

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130 capo sesto

ciente al vivere onoratamente.... Case in Firenze ebbe assai decenti, congiunte con le case di Gieri di Messer Bello suo consorto; possessioni in Camerata, e nella Piacentina, e in Piano di Ripoli; suppellettile abbondante e preziosa, secondo egli scrive. Fu uomo molto pulito, di statura decente, e di grato aspetto e pieno di gravità; parlatore rado e tardo, ma nelle sue risposte molto sottile1. Nè per gli studii si racchiuse in ozio, nè privossi del secolo; ma vivendo e conversando con gli altri giovani di sua età, costumato ed accorto e valoroso ad ogni servizio giovanile si trovava2. Niente tralasciò delle conversazioni urbane e civili. E era mirabil cosa, che studiando continuamente, a niuna persona sarebbe paruto ch’egli studiasse, per l’usanza lieta e conversazione giovanile. Per la qual cosa mi giova riprender l’errore di molti ignoranti: i quali credono, niuno essere studiante se non quelli che si nascondono in solitudine ed in ozio; ed io non vidi mai niuno di questi camuffati, e rimossi

  1. Leon. Aret., p.59
  2. Id., pag.50