Pagina:Vita di Dante.djvu/420

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


abbandonato od anche perseguitato; e contro questo più che contro nessuno ei rivolse poi da nemico or vendicativo or generoso l’ira sua, ira ghibellina oramai e così estesa a non pochi altri predecessori e successori di lui. Perchè poi tale ira è non solo punto principalissimo della vita e del poema di Dante, ma per il gran credito di lui fu ed è invocata da molti, che non tengon conto di ciò che vi potè essere di giusto e d’ingiusto, nè delle circostanze e differenze de’ secoli, forza è pure che ci mettiamo a nostra possa a discernere tutto ciò, e ad accennare che fosse la potenza papale in quel tempo, chi e quali fossero i papi mentovati da Dante.
La potenza temporale dei papi, se per essa si intenda la loro ricchezza, incomincia senza dubbio da Costantino e da’ primi imperadori cristiani del IV secolo; se il credito, l’influenza politica nella città di Roma e in Italia, ella incomincia colle prime invasioni barbare nel V secolo, e viene estendendosi per opera di Gregorio Magno e de’ successori fino a tutto il VII secolo; se s’intenda la potenza governativa su Roma e parecchie altre città dell’Esarcato, ella