Pagina:Vita di Dante.djvu/67

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ad accennare tal barbarie alquanto ingentilita, e dalla principiante cavalleria, e forse anche più dal loro conversare con gl’Italiani. La storia della infelice figliuola di Desiderio, a cui tanto ci fece impietosire il Manzoni mostra in qual disprezzo fosse caduta la nazione Longobarda, e appresso ai Franchi, e appresso ai nativi Italiani. E come poi quelle scellerate donne e quegli infami amori di Marozia ed altre contemporanee di lei ci ritrarrebbero al vivo gli abbominevoli costumi di quei Duchi e Marchesi, anzi pur troppo di parecchi Pontefici del secolo X; così la storia sola della santa e bella regina Adelaide serve a spiegarci quel castigo di Dio, a che consentirono gli uomini quasi disperati di trovar virtù virili né femminili in Italia, quando si trasferì la corona, la sovranità, dalla patria allo straniero. Cent’anni dopo, la libidine degli ecclesiastici, principalmente de’ Lombardi, fu quella che più d’ogni altra cosa destò l’ira santa di Gregorio VII, e lo spinse in quella carriera di restaurazione in che ajutato dal popolo Italiano, ajutollo egli a vicenda. Quindi, da tal lega della religione colla patria vennero l’indipendenza, i costumi,