Pagina:Vita di Dante.djvu/71

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con gli altri si diede a trastullare. Era infra la turba de’ giovanetti una figluola del sopradetto Folco, il cui nome era Bice (comechè egli sempre dal suo primitivo nome, cioè Beatrice nominasse), la cui età era forse di otto anni, assai leggiadretta e bella secondo la sua fanciullezza, e ne’ suoi atti gentilesca e piacevole molto; con costumi e con parole assai più gravi e modeste che ’l suo piccolo tempo non richiedeva; ed oltre a questo, aveva le fattezze del volto delicate molto, e ottimamente disposte, e piene, oltre alla bellezza, di tanta onesta vaghezza, che quasi una angioletta era riputata da molti. Costei, dunque, cotale quale io la disegno, o forse assai più bella, apparve io questa festa, non credo primamente, ma prima possente ad innamorare, agli occhi del nostro Dante. Il quale, ancorachè fanciullo fusse, con tanta affezione la immagine di lei ricevette nel cuore, che da quello giorno innanzi, mai, mentreche visse, non se ne dipartì"1.

  1. Vita di Dante Allighieri, p.17, in Due illustri prose di Ms. Giovanni Boccacci (Emendata dal Gamba); Venezia 1325. Il Pelli, p.64, osserva, che c’è quì qualche contraddizione colle parole di Dante. Non ne veggo, se non fosse con ciò che segue nella Vita Nova; cioè che Beatrice parlò per la prima volta a Dante nella via; ma ciò non s’oppone all’essersi trovati prima i due fanciulli in casa Portinari senza parlarsi. Chi conosce i bimbi, non istupirà di ciò. Del resto, non lo noto se non per far vedere, come si possa facilmente rispondere alle gravi sgridate fatte da tanti al buon Boccaccio.