Pagina:Vita nuova.djvu/108

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cviii introduzione

Tanto il D’Ancona quanto il Witte non giunsero in tempo a valersi degli Studi del Todeschini, pubblicati, come abbiam detto, nel 1872, e che ebbero in principio non larga diffusione; nè altri se ne valse sino alla seconda edizione D’Ancona, nel 1884. Nel frattempo si ebbero alcune stampe senza valore critico, le quali basteràregistrare:

DANTE ALIGHIERI | LA VITA NUOVA | IL CONVITO | IL CANZONIERE | CON PREFAZIONI E NOTE || MILANO | EDOARDO SONZOGNO, EDITORE | 1878.

LA | VITA NUOVA | DI | DANTE ALLIGHIERI | CON PROEMIO E COMMENTO | DI | GIUSEPPE ROMANELLI | NUOVA EDIZIONE | AD USO DELLE SCUOLE || VITERBO | TIPOGRAFIA MONARCHI | 1878.

LA | VITA NUOVA | DI | DANTE ALIGHIERI | CON NOTE | del Prof. a. Fassini | ad uso dello Scuole || 1882 | DITTA G. B. PARAVIA E COMP. | DI I. VIGLIARDI | Tipografi-Librai-Editori | ROMA-TORINO-MILANO-FIRENZE.

LA | VITA NUOVA | DI | DANTE ALIGHIERI | CON INTRODUZIONE E NOTE DI | GIOVANNI FIORETTO || PADOVA | ANGELO DRAGHI editore | 1883.

L’edizione Sonzogno, stereotipa, e che ha avuto varie impressioni (1882, 1883, 1884, 1897) riproduce il testo della 2* ediz. Giuliani; quella del Romanelli si dice condotta sopra la ediz. fiorentina Del 1839, del 1855 e del 1868; l’edizione Passini, riprodotta nel 1883 e nel 1891, è la 1a del Giuliani con varianti tolte alla 2a; il Fioretto Dà il testo del D’Ancona, meno alcuni luoghi dove parve conveniente, per un’edizione scolastica, seguire piuttosto la lezione del Witte.

Favorevole al testo della Vita Nuova fu il triennio 1883-85.


16. DANTE ALIGHIERI | LA VITA NUOVA | RIDOTTA A MIGLIOR LEZIONE | PRECEDUTA DA UNO STUDIO CRITICO | E SEGUITA DA NOTE ILLUSTRATIVE | DI ATTILIO LUCIANI || ROMA | TIPOGRAFIA EREDI BOTTA | 1883.

Data lode al tentativo del D’Ancona di restituire il testo della Vita Nuova a più genuina lezione, e osservato che «solo in qualche punto si fe’ troppo trascinare dal desiderio di correggere, scegliendo, ad esempio, fra due vocaboli sempre il più antiquato, e fra due frasi quella che la ragion pura della lingua farebbe credere più acconcia alla penna dell’Alighieri», dichiara, senz’altro, di aver cercato di scacciare dal testo cotali 'mende'. Con ciò qualche lezione genuina ha in realtà avuto il bando; ma fortunatamente non è stato un bando generale, nè cieco, e fino il resurressiti di XIV 8 ha trovato grazia. Del resto accetta quasi tutte le correzioni buone introdotte dal Rajna, escludendo la maggior parte di quelle che abbiamo indicate come mono opportune, e altri luoghi migliora da sè (accetta anche m'udesse in XXXI 15). Ma muove anch’egli spesso da dati poco esatti, come son quelli somministratigli dall’apparato critico