Pagina:Vittorio Adami, Varenna e Monte di Varenna (1927).djvu/164

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minore. In un atto del 17 luglio 1490 del notaio Serponti Pietro del q. Giovanni Antonio si legge che Antonio Brenta fu ser Jacopo di Varenna anche per conto di Nicolò e Giovanni Pietro suoi fratelli vende a Simone Scotti un appezamento di terreno situato a Lierna. Questo Nicolò Brenta q. Jacopo, che nei documenti notarili del 1489 e 1490, appare minorenne può identificarsi col nostro tipografo? Crediamo di sì perchè più tardi e precisamente nel 1511 in un contratto col comune di Rimini egli si chiamerà Nicolao q. Jacopi Brenta di Varenna, La famiglia Brenta era antichissima e le sue origini si ritrovano nell’isola Comacina. Esiste tutt’ora, e diede, come vedremo, al risorgimento italiano, la bella figura di Andrea Brenta, guerriero e martire dell’indipendenza italiana nel 1848-49.

Non possiamo dire con precisione quando il Brenta incominciò a stampare, ma da quanto si legge in una sua richiesta di privilegio alla signoria di Venezia per stampare l’ufficio dell’angelo Raphael, si può ritenere che i suoi primi lavori abbiano visto la luce in quella città nel 1501, e forse anche prima.

Nell’ultima pagina del suo libro del Venerando Frate Ugo Panciera è indicato il luogo dove aveva la stamperia: «Impresso in Venetia per Nicolò Brenta da Varena. Al traghetto di S. Polo in Corte Pitriani».

A Venezia egli fu parecchie volte associato agli stampatori Giacomo Penci da Lecco e Alessandro Bindoni.

L’ultima sua opera che noi conosciamo stampata a Venezia è un edizione del Guerino dicto el Meschino del 1508Fonte/commento: 526.

Nel dicembre 1509 egli pubblicò a Pesaro gli opuscoli di Gerolamo Savonarola. Ma deve essersi fermato ben poco a Pesaro poichè lo troviamo a Rimini già nel gennaio del 1511.

Il Tonini in una sua memoria sulle officine tipografiche Riminesi pubblicata in atti della deputazione di storia patria per le provincie di Romagna nel 1866, scrive che il Brenta fu il primo tipografo che abbia ottenuto di poter stampare in Rimini, ed esibisce un documento in data 19 gennaio 1511, in cui dietro richiesta del Brenta, il municipio di Rimini gli concede una casa in Rimini, acciocchè egli possa esercitare la sua arte tipografica e gli dà questa concessione per 15 anni. Ma noi non conosciamo alcuna opera stampata in questa città, però in un esemplare dell’opuscolo del Tonini conservato nella biblioteca Gambalonga di Rimini vi è una postilla autografa di Carlo Tonini figlio di Luigi così concepita: «In un catalogo di libri (Franchi Ulisse, Firenze, Marzo Aprile 1901) a pag. 62 ricordasi una stampa di Rimini del 1511 cioè: De sorte hominum Rimini 1511 - senza indicazione di officina tipografica, ma quasi certamente del Brenta poichè egli solo ebbe il privilegio di stampare in Rimini in quegli anni. Il Brenta deve essere rimasto parecchio tempo a Rimini, poichè troviamo che un suo nipote Andrea (e