Pagina:Vivanti - I divoratori, Firenze, Bemporad, 1922.djvu/164

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152 annie vivanti


Aldo spiegò che l’Amministrazione del Casino non era una persona, soggiungendo che, ad una società così ricca, quelle poche migliaia di lire che a lui occorrevano ogni anno non farebbero nè caldo nè freddo.

Nancy allora soggiunse:

— So che Montecarlo è un luogo terribile... pieno di cattive donne, strane e pericolose. Spero... oh Dio!...

Aldo le baciò la fronte rannuvolata.

— Mia cara, se vado a Montecarlo è per i denari. All’infuori di ciò, niente m’interessa.

Nancy sorrise e sospirò.

— Lo so! lo credo! — disse. — Ma certo quelle odiose creature ti guarderanno.

— Ah! a questo non c’è rimedio, — disse Aldo, blando e rassegnato.

Nancy rise e lo abbracciò.

— Che strano ragazzo sei tu! — disse. — Io credo che il tuo Giardino Chiuso, il tuo «hortus conclusus», non sia che un campicello di patate.... E ciò nonostante quante ore felici vi ho passato!

II.

Maggio portò alla bambina un dente. Giugno gliene portò un altro, e le gettò uno sprazzo di luce dorata sui capelli. Agosto le mise sulle labbra una parola o due. Settembre la mise ritta e titubante sui piedini. E Ottobre la spinse a correre con passi vacillanti, attonita ed estasiata, nelle braccia della mamma.

I suoi nomi erano Liliana, Astrid, Rosalynda, Anne-Marie.