Pagina:Vivanti - I divoratori, Firenze, Bemporad, 1922.djvu/326

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314 annie vivanti


Fräulein, che era sempre vaga e nebulosa in fatto di orarii e di arrivi di bastimenti, aveva deciso che era meglio non andarle incontro, anche per evitare alla bambina l’attesa allo sbarco, sotto le gelide arcate piene di gente e di correnti d’aria. Da tre giorni ella tratteneva in casa Anne-Marie colla frase: «La tua mamma può essere qui da un momento all’altro». Ma dopo le prime ore di febbrile aspettativa e di folli corse al cancello per vedere se la mamma arrivava, Anne-Marie aveva detto a Fräulein che era una bugiarda, ed essendo stata punita per ciò (Fräulein l’aveva con gravità privata di un immaginario dolce di crema che Anne-Marie sapeva essere inesistente) la bimba aveva sussurrato nel peloso orecchio di Schopenhauer, che non crederebbe mai più una parola di ciò che Fräulein le direbbe. Schopenhauer, di cui il nome era stato scelto da Fräulein con intenti educativi, (cioè, come ella scrisse nel suo diario «per sviluppare la mente infantile, familiarizzandola di buon’ora coi nomi di Autori e di Filosofi») aveva abbaiato scetticamente, dandole ragione; poichè anche a lui Fräulein con sibilanti incoraggiamenti aveva detto: «Adesso viene mistress! Schopenhauer, senti mistress! Cercala, Scioppi!»

Scioppi aveva subito cercato e annasato per tutto il giardino, fiutando e graffiando lungo la siepe e scavando rapidi buchi nelle aiuole e intorno ai cavoli primaticci; ma ben presto aveva compreso che «Mistress» era una vana parola, un mero suono — eccitante, ma illusorio.

E così, per averla troppo presto e troppo a lungo attesa, nessuno aspettava Nancy quando essa entrò per il piccolo cancello e traversò correndo i minuscoli viali del giardino.

Il cuore le batteva in trepida gioia. Quante paure, quante ansie aveva avuto per Anne-Marie! Durante gli ultimi giorni della traversata, era stata assalita da ango-