Pagina:Vivanti - Naja Tripudians, Firenze, Bemporad, 1921.djvu/193

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Naja Tripudians 189


— A voi, biondina; bevete un sorso del mio calice e conoscerete i miei pensieri.

— Grazie.... — balbettò Myosotis, — ma davvero.... non ho sete....

L’uomo diede in una grossa risata aprendo l’antro oscuro della sua bocca.

— Non ha sete! Oh guarda guarda!... non ha sete! Ma io sì che ho sete! — esclamò, chinandosi vivamente verso di lei.

Neversol, senza alzarsi, allungò di scatto il pugno chiuso e lo colpì in pieno stomaco.

Réservé! — osservò laconicamente.

L’altro aveva indietreggiato rovesciando parte della bevanda opalina sul tappeto.

All right, — disse con una smorfia. Indi lanciò uno sguardo anche su Leslie, verso la quale si chinava Totò col braccio allungato dietro di lei sullo schienale del divano.

— All right, — ripetè; e tornò al suo posto in fondo alla sala accanto a Lady Randolph.

Questa aveva preso in grembo il gatto e con un dito ne sollevava la palpebre e ne esaminava le pupille.

— Ecco! — disse d’improvviso.

E come il gatto subitamente faceva l’atto