Pagina:Vivanti - Naja Tripudians, Firenze, Bemporad, 1921.djvu/20

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16 Naja Tripudians


giunse con un piccolo broncio, — non c'era bisogno di fratellini; vero, Papà?

Il Papà arricciandosi nervosamente i baffi grigi si strinse nelle spalle con fare un po' compunto.

— Veramente.... — disse, quasi coll'aria di volersi scusare.

La maestra s'interpose di nuovo: — Bisogna accettare con gratitudine ciò che il buon Dio manda.

— Ma allora, — ribattè Myosotis coll'ostinazione propria all'infanzia — se Dio lo mandava non c'era bisogno che la mamma si disturbasse ad andarlo a prendere.

Suo padre ebbe un pallido sorriso; ma Miss Smith aggrottò le sopracciglia. — Zitta, — disse. — I bambini non devono parlare che quando si rivolge loro la parola.

Indi interrogò collo sguardo il dottor Harding.

— Mah!... — fece egli, e trasse un profondo sospiro. — Non ancora.... Il dottore spera che tra qualche ora....

— Mah! — fece a sua volta Miss Smith.

Ed entrambi fissarono lo sguardo un po' triste, un po' vacuo sulla bambina; e tacquero.