Pagina:Vivanti - Naja Tripudians, Firenze, Bemporad, 1921.djvu/49

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Naja Tripudians 45


coi collaboratori di giornali scientifici e riviste mediche; e non cessava mai di rammentare le sue passate esperienze indiane, rimpiangendo amaramente di non poterne sapere i risultati.

— Avevo trovato!... sono certo che avevo trovato.... — diceva talvolta, la sera alzando i miti occhi dai suoi fogli e fissandoli sulle teste bionde delle sue figliuole che, chine al lavoro sotto la luce diffusa della lampada famigliare, alzavano a lui i soavi occhi celesti. — Mi basterebbe avere qui otto o dieci lebbrosi....

— E dove li terresti? — chiedeva Myosotis, non senza un poco d’inquietudine.

— Già — rifletteva il dottore scotendo la testa bianca; — dove li terrei?