Pagina:Vivanti - Vae Victis, Milano, Quintieri, 1917.djvu/238

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Libera, redimita, rinnovata, ella usciva con passo alato nella vita, e vi trovava ancora fiorenti per lei la giovinezza e la felicità.

Come un fiotto di luce le rifulsero nel cuore tutte le fedi e tutte le speranze. Claudio sarebbe tornato; il Belgio sarebbe liberato dall’invasore; Mirella avrebbe ritrovata la parola — sì! Mirella avrebbe ritrovata la dolce voce e il riso trillante....

Chissà! forse era causa lei stessa della sventura di Mirella; forse il negro abisso in cui vagava l’anima materna aveva attirato nelle sue profondità anche lo spirito della bambina.... Certo ora che Luisa usciva fuor dalle tenebre, anche quel frale spirito infantile moverebbe con lei verso la luce. Ah, sì! Certo tutte le gioie erano possibili in questo mondo pieno di gioia.

Luisa affrettava il passo, lieve e lesta nella nebbia crepuscolare, aspettandosi quasi di vedere Mirella, già guarita, correrle incontro gaia e garrula, chiamando: «Mamma!»

O forse le verrebbe incontro Chérie, lieta, agitata, ad annunciarle la nuova che il miracolo era avvenuto?...

Chérie!

Il nome, il pensiero di Chérie colpirono, il cuore di Luisa con un urto improvviso. Sostò.