Pagina:Vivanti - Vae Victis, Milano, Quintieri, 1917.djvu/26

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14 annie vivanti


II.

L’indomani il sole si alzò caldo ed iroso. Era il trenta di luglio. Alle dieci Frida aveva fatto tutti i bagagli.

Amour, confortato da un osso, fu messo nella sua cesta da viaggio, dove stava assai pigiato; ma un po’ con carezze, un po’ con qualche schiaffo, il coperchio scricchiolante potè finalmente essere chiuso sopra il suo dorso tondo.

Poi bisognò aspettare la carrozza, ordinata per telefono ad Ostenda fin dalla sera innanzi.

Ma la carrozza non arrivava. Alle undici Chérie corse all’ufficio del telefono e parlò, con molta severità, alla Rimessa Boulant di Ostenda.

«Eh bien? Questa carrozza? L’abbiamo ordinata per le dieci. Viene sì o no?»

«Non viene», rispose una voce brusca.

«Non viene?!»

«Nossignora». Indi, in tono più sommesso, quasi confidenziale: «È stata requisita».