Pagina:Vocabolario italiano della lingua parlata, 1893.djvu/899

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OTTUṠAMÉNTE. – 343 – PÀCCHIA.

di due muscoli e di una membrana, che chiudono il foro ovale dclle ossa lnnominate.

Ottusamente. avo. In modo ottuso.

Ottusità. a. f. natr. d'Ottnso; L’ es- sere ottuso; e. dicesi particolarm. per Grossezza (l‘ingegno. H Ed anche per Grossezza di udito.

Ottimo. ad. Chc non è appuntato: c Spada con la punta ottusa.» “Ag- giunto d'angolo vale Maggior del ret- to.||fig. dctto d'in egno, mente ce., vale Che dura fa ica a concepire, Lento nell' apprendere: c Giovane di mente ottusa. n || Luogo ottuso, dicesi per Luogo poco luminoso: «Dorme in una stanza cosi ottusa, che ar d’esser in una prigione.) — Dal at. obtusus.

Ovàia. o. f. Organo in cui sono rin- chiuse le nova nella femmina degli animali ovipari; c parlandoaî della femmina dei mammiferi, significa Cia- scuno di que'due corpi glandulosi posti presso i reni, al di sopra del- l'utero, e ehe si suppone facciano le medesime funzioni.

Ovaio. s. m. Chi vende nova.

Ovaiuòlo. o. m. Mercante e Vendi- tore di uova. || Ovaiuolo, dicesi anche un Vasetto poco profondo, e di me- tallo o (li terra cotta, della t‘orma di mezz'uovo, e col suo piede, ove si pone l'uovo che si sta hevendo.

Ovàle. ad. Di figura ellittica, come quella dell‘uovo." In forza di con. m..- cFacciata con quattro ovali:-Di- pinse in un ovale l'esaltazione della Croce. a

Ovallno. dim. di Ovale; Quadretto di forma ovale: «Ha comprato alcuni ovalini dipinti a meraviglia. n

Ovario. a. m. Lo stesso, ma più scientifico, che Ovaia.

Ovàto. o. m. Spazio di figura ovale; voce non molto comune.

Ovatta. o. f. Cotone allargato in falde, e spalmato con chiaro d'uovo, che si pone tra'l panno e la fodera in alcuni vestiti, acciocche il verno tengano più caldo; ovvero si adopera ad altri usi-Da ovo.

Ovattare. tr. Soppannare d’ovatta ivestiti: c llo fatto ovattare la veste da camera, e cosi mi terrà più cal- do.) Part. p. OVAT'I‘ATO.“ In for- ma d’ad.: c Soprabito, Sottoveste ovattata. n

Ovaziòne. o. f. T.cl.'or. Trionfo mi- nore presso i Romani. || TPer similit. e con iperbole sgangherata, dicesi La festosa accoglienza che il _popolo fa ad aleuno.— Dal lat. ovatta.

Òvo. ave. di luogo. Lo stesso che Dove; ma è voce che, parlando, ha dell'afl'ettato.— Dal lat. ubi.

vest. o. m. T. geogr. La parte del- l' orizzonte ove pare che il sole si corichi- ne comune linguaggio Po- nente, Òecidente.— Dal ted. wect, pre- messovi l' articolo o.

Oviclno. a. m. Piccolo novo.

Ovidutto. o. m. T. anat. Canale membranoso, che trovasi in molti ani- mali, nella cavita del quale cadono le uova, che dall' ovaia si staeeano e per esso si conducono fuori dei corpo.!|Ed anche Que’ due condotti che nelle donne muovono dal fondo dell' utero, l'uno da una parte, e l'al- tro dall'altra, e vanno a far capo nelle ovaie. — Dal lat. ovum e duclus.

Ovifdrme. ad. Cheha forma di uovo.

Ovile. o. m. Luogo dove si racchiu- dono le pecore.— Dal lat. ovilc.

Ovlno. dim. di Uovo, che nel pl. fa Ovini e Ovina.

Ovlparo. ad. Aggiunto d‘ animale, che concepisce in se l'novo, echo in appresso lo partorisce per poi co- _varlo; e usasi anche in forza di cosi..- cL’ ordine degli ovipari, dei mam- miferi. a — - Dal lat. oviparua.

Òvo. V. Uòvo.

Ovolàio. o. m. Il vivaio degli uovoli.

Òvolo. V. Uòvono.

0vosmòlles. o. m. Piatto dolce fat- to di torli d'uovo, zucchero e latte, e il tutto messo in forma e d'ordi- nario diaceiato.— Voce spagnuola.

Ovun ue. avv. Lo stesso, ma meno usato, e IO Dovun ne. V. in DOVUN- QUE.— Dal lat. u icumquc.

Ovvero. cong. disgiuntiva. Lo stes- so ehe O, Oppure.

Ovvia. partieel la. esortativa. Lo stes- so che Orsù: «Ovvia, sbrighiamoei: — 0vvia, non vuoi per anche smet- tere? a || Talora è anehe eoncessiva: c Ovvia, facciamo come tu vuoi. n Scrivcsi anche disgiuntamente 0 m'a.

Ovviare. intr. Opporsi, Impedire che una cosa non buona accada e ri- fcriscesi più spesso a pericolo, dan- no, inconveniente, e simili. Part. p. Ovvu'ro.

Òvvio. ad. Dicesi di cosa che si presenta qnasi da se ai sensi o alla mente; e per conseguenza prendesi anche per Ordinario, Comune: c ovvio iu certi nostri monti l'accoz- zamento di terreni di natura diver- sissima: — Mi si presenta ovvia al pen- siero qnella risoluzione: — Il senso più ovvio della parola quasi sempre è il senso più vero:-Sarebbe bastata la più ovvia prudenza. n-Dal lat. ob-

mm. Ozèna. o. f. T. meri. Ulcera che si

genera dentro al naso. -— Dal gr. Catva.

Oziare. inlr. Starsene in ozio, senza far nulla: c Se ne stanno oziando dalla mattina alla sera. r Part. p: OZIATO. — — Dal lat. otiari.

Oziegglare. intr. Forma frequenta- tiva di Uziare. Part.p.OZIEGGlATO.

Ozio. o. m. L'abito vizioso di non far nulla: cL'ozio è il padre dei vizj: — Stare in ozio: — Poltrire nell‘ozio : - Fuggir l'ozio. r || Talora prendesi per Riposo dalle consuete fatiche: «Si godono tre lunghi mesi di ozj autun- nali:-Nci momenti d'ozio si diverte a leggere.» — Dal lat. otium.

Oziosàcclo. pegg. di Ozioso: «È un oziosaecio, che non vuol darsi a veruna occupazione.-

Oziosàggine. o. f. Oziosità: c Si do- vrebbe vergognare della sua ozio- saggine.»

Oziosaménte.aev.Con ozio,In ozio: c Vivono oziosamentc:— Passano ozio- samentc tutta la gioventù.»

Oziosità. o. f. Vizio di chi se ne sta in ozio. || Cosa, Discorso, Occupazione oziosa: c Son tutte oziosita che fanno perdere il tempo. r

Oziòso. ad. Che se ne sta in ozio; e usasi anche in forza di sost. .- «Donna oziosa non può esser virtuosa:-Pcc— cato che quella bella città sia piena d'oziosi.» || Ozioao, dicesi anche di cosa che non si adoperi al suo uso: «I suoi quattrini non li tiene mai oziosi. n || Detto di questione, disputa, parole, e simili, vale Che non con- duee al debito intento, Vano, Inn- tile: «Non mettiamo in campo que- stioni oziose, ma disputiamo di cose utili:— Coteste sono per me tutte pa- role oziose e che si potevano rispar- miare» — Dal lat. otiom.

Oiòno. o. m. T. chim. Sostanza per la quale l'ossigeno, che di natura sua e senza odore elcttrizzato che sia acquista un odore speciale. Essa si sviluppa per le scariche elettriche continuate, ed anco scomponendo l' acqua mediante la pila voltaica. L‘ozono eccita i olmoni, roduce la tosse, la sofi'ocazlone, ed a tutte le apparenze d’una sostanza venetica. — Dal gr. ECsw, Odorare.

OzOnòmetro. o. m. T. chim. Appa- recchio per riconoscere e misurare la quantita dell'ozono, contenuta prin- cipalmente nell'aria.— Da ozono, e pétpov, Misura.


P.


P. Lettera labiale la quattordice- sima del nostro alfabeto. Si pronunzia pi, ed c più spesso di cn.m.||Nell'ab- breviaziuni P. vale adre, titolo che si dà ai Frati da messa: «Il P.Giu— Seppe:— Il P. Abate. n || Nel linguag- g-io musicale P. vale Piano, PP. Pia- uissimo, l’F. Piano forte. || P. significa anche Piano di una casa.l|P. nelle iscrizioni vale Pose; PP. Posero.

Pacataménte. ave. (‘on animo pa- cato, tranquillo: «Esaminata paca- tamente quella scrittura, non vi trovò tutto quel male che se ne diceva. n

Pacatézza. o. f. aclr. di Paeato; L'esser pacato Tranquillità d'animo non alterata da passione: «Tratto queil'afi'are con la usata sua paca- tezza. s

Pacàto. ad. Tranquillo, Quieto, Non turbato da passione: c Lo rilesse ad animo pacato, e si persuase.» || E detto di stagione invernale, Non ri- gida, Non turbata da venti, e simili: c Quest’anno è stato un inverno assai pacata: — Dal lat. pacatus.

Pacca. o. f. Pcrcossa; e usasi ge- neralmente nel l. Pacrhc nel modo familiare Dare o pecche a uno, per Dargli delle busse; e fig. per Restar superiore altrui ln alcuna prova, Far rimaner scornato l‘avversario: «S‘è rivolnto mettere a contrastar meco; ma gli ho dato le pacche.»

Pacchèo. o. m. Uomo da poco‘r e mezzo sbalordito: c lila che vuo tu che mi faccia quel paceheo?— Tu se'un gran paeeheoh

Pacchetto. dim. di Pacco; Piccolo pacco: c Un pacchetto di libri, di fo- gli. ee. n

Pàcohia. o. f. Pastura per le bestie: c Quest'anno c‘è poca pacchia. p u fig. e familiarm. Lieto vivere. Il mangiar e bever bene senza pensieri: c Hanno