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Mentre stava osservando la partenza della comitiva vide di nuovo Messala.

Il Romano allontanavasi come era venuto, ridendo con indifferenza beffarda.


CAPITOLO IX.


D’ordinario uno dei mezzi più sicuri per farsi odiare da una persona, è quello di comportarsi bene in un’occasione in cui quella persona s’è comportata male.

Fortunatamente Malluch faceva eccezione alla regola.

L’incidente di cui era stato testimonio aveva anzi aumentata la sua stima per Ben Hur rivelatoglisi uomo coraggioso e destro.

Se ora avesse potuto apprendere qualche cosa della storia del giovane avrebbe, pensava egli, un’interessante rapporto della giornata da sottoporre all’ottimo messer Simonide.

Intanto due fatti gli constavano già. Il suo compagno era Ebreo e figlio adottivo di un celebre Romano. Un altro pensiero germogliava nella sua mente. Messala ed il figlio del duumviro non dovevano essere estranei l’uno all’altro. Di qual natura erano i loro rapporti? Come venirne in chiaro?

Per quanto ei si lambiccasse il cervello, non riusciva a trovare un’addentellato per entrare in argomento, e già rassegnavasi a rinunciare ad ogni tentativo quando Ben Hur stesso venne in suo soccorso.

Egli prese Malluch per un braccio e con lui si scostò dalla folla la quale ormai volgeva di nuovo la propria attenzione al vecchio sacerdote ed alla mistica fontana.

— «Buon Malluch,» — chiese Ben Hur arrestandosi, — «può un’uomo dimenticare la propria madre?» —

Questa domanda, fatta a bruciapelo e senza applicazione diretta, non poteva a meno d’imbarazzare l’interrogato, il quale, guardando il compagno come per leggergli in volto il vero significato delle sue parole, vi scorse invece tali segni di sincera emozione da sentirsene scosso.

— «No,» — rispose con calore. — «No, mai,» — indi, ripreso completamente possesso di se stesso soggiunse con calma: — «mai s’egli è Israelita. Una delle prime lezioni ch’io imparai alla Sinagoga fu la venerazione pei