Pagina:Wallace - Ben Hur, 1900.djvu/267

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Il cuore di Ben Hur palpitava forte, apparendogli improvvisamente la visione di Gerusalemme, capitale del mondo, e Sion il trono del Padrone Universale.

Gli era sembrata una grande fortuna dover trovare nella tenda l’uomo che aveva veduto il Re. Lo avrebbe udito parlare, avrebbe appreso da lui i particolari del grande mutamento futuro, e specialmente il tempo in cui avrebbe avuto luogo. Se fosse imminente, egli avrebbe abbandonata la campagna di Massenzio, e avrebbe intrapresi subito i lavori di organizzazione e d’armamento delle tribù d’Israele.

Ora, come abbiamo visto. Ben Hur aveva inteso dalle labbra di Balthasar medesimo il miracoloso racconto. Era egli soddisfatto?

Una grande incertezza lo turbava ed oscurava i suoi pensieri intorno al futuro. L’incertezza riguardava più il regno che il Re.

«Che cosa sarebbe mai questo regno?» — quest’era la domanda che gli martellava incessantemente il cervello.

Così di buon’ora sorgevano quelle questioni che dovevano accompagnare il Bambino alla sua morte e sopravvivere a lui — incomprensibile ai giorni suoi, oggetto di controversia ai tempi nostri — un enigma a tutti quelli che non sanno comprendere la dualità dell’essere umano: — l’anima immortale nel corpo perituro.

— «Che cosa sarà mai?» — egli si chiedeva.

Per noi o lettore, la risposta è stata data dal Bambino medesimo; ma Ben Hur non aveva udite che le parole di Balthasar. — «Su questa terra, vi è un regno che non è terreno — non per gli uomini ma per le loro anime, tuttavia un dominio di impareggiabile gloria.» —

Qual meraviglia, se alla mente di un giovine quelle parole suonavano come un indovinello?

— «La mano dell’uomo non c’entra.» — egli disse, con la disperazione nel cuore. — «Il Re di un tal regno non ha bisogno d’uomini, nè d’operai, nè di consiglieri, nè di soldati. La terra deve finire, essere poi rifatta, e nuovi principi di governo devono essere sostituiti agli antichi. — Qualche cosa di superiore alle armi deve trovarsi che scalzi dal suo trono la Forza. Ma che cosa?» —

O lettore!

Ciò che noi non possiamo vedere egli non poteva comprendere. La potenza dell’Amore non era ancora apparsa chiaramente ad alcun uomo. E nessuno era venuto a predicare che pel governo degli uomini e per gli scopi di quello