Pagina:Wallace - Ben Hur, 1900.djvu/286

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— «Di che cosa devo parlare? Dei matematici».

— «Oh, no.» —

— «Dei filosofi?» —

— «No, no.» —

— «Dei maghi e dei genii?» —

— «Se vuoi.» —

— «Di guerra?» —

— «Sì.» —

— «D’amore?»

— «Sì.»

— «Ti racconterò di un rimedio contro l’amore. E’ la storia di una regina. Ascolta con attenzione e rispetto. Il papiro, ora proprietà dei sacerdoti di Pile, fu tolto dalle mani stesse della regina.


NE-NE HOFRA


I.


Le vite umane non corrono parallele.

Nessuna vita percorre una linea retta.

La più perfetta esistenza si sviluppa come un cerchio, e termina dove comincia.

Le vite perfette sono i tesori di Dio; nei giorni di festa egli le porta nell’anulare della mano sinistra, quella vicina al suo cuore.


II.


Ne-Ne-Hofra dimorava in una casa presso Essuan, vicino alla prima cataratta, e il frastuono dell’eterna battaglia fra il fiume e le roccie risuonava come una musica alle sue orecchie.

Essa cresceva in bellezza ogni giorno; cosicchè si diceva di lei come dei papaveri nel giardino di suo padre: Che cosa sarà mai al tempo della fioritura? Ogni anno della sua vita era come il principio di una canzone più deliziosa della precedente.