Pagina:Wallace - Ben Hur, 1900.djvu/338

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Il velo era caduto; per un istante la piccola Ebrea si sentì coraggiosa. Essa comprese la voluttà di compiere un’azione eroica sotto agli occhi della moltitudine, e come in tali casi sia possibile che gli uomini ridano in faccia alla morte.

I competitori erano ora visibili da tutte le parti del Circo, ma la corsa non era ancora cominciata; dovevano prima passare la corda.

Questa aveva lo scopo di pareggiare le condizioni della partenza.

Se i corridori vi si fossero scagliati addosso impetuosamente, cocchiere e cavalli, impigliati in essa, potevano uscirne malconci; se d’altra parte si fossero avvicinati tirnidamente, correvano il rischio di rimaner distanziati già sull’inizio della corsa, e, in ogni modo, perdevano la possibilità di conquistare il lato interno della pista, oggetto dell’ambizione comune.

La difficoltà di quest’impresa, i suoi pericoli e le sue conseguenze, erano ben note agli spettatori. La vittoria doveva sorridere al più abile.

                         Dunque, o mio caro.
Tutti richiama al cor gli accorgimenti,
Se vuoi che il premio di tue man non sfugga:
L’arte, più che la forza, al fabbro, è buona.

Tale il consiglio di Nestore al figlio Archiloco, consegnandogli le redini, prima della corsa, consiglio che poteva utilmente essere richiamato da ciascuno degli auriga.

Ogni guidatore guardava per prima cosa la corda, poi il muro interno. Dimodochè, mirando al medesimo punto, e correndo a gran carriera, uno scontro sembrava inevitabile. Non solo. Se il direttore, all’ultimo momento, malcontento della partenza, non desse il segnale di lasciar cader la corda? O se non lo desse in tempo?

Lo spazio intermedio era di circa duecentocinquanta piedi in lunghezza. Guai se, suggestionato dagli sguardi delle migliaia di spettatori o attratto dall’esclamazione insidiosa di un avversario, o dal grido animatore, ma non meno pericoloso, di qualche amico, l’auriga avesse alzati gli occhi un istante! Fermo il polso, le pupille fisse, i guidatori avanzavano.

II tocco divino che dà l’ultima perfezione alla bellezza, è l’animazione.