Pagina:Wallace - Ben Hur, 1900.djvu/361

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questi sarebbe stato libero di recarsi in Gerusalemme, e iniziare le ricerche intorno alla sua famiglia.

Alla partenza, Simonide, seduto nella sua poltrona sopra il terrazzo, impartì al giovine la benedizione del Signore con l’affetto di un padre; mentre Ester lo accompagnò sino sul pianerottolo della scala.

— «Se io trovo mia madre, Ester, tu verrai da lei a Gerusalemme, e sarai una sorella per la mia Tirzah.» —

Così dicendo egli la baciò.

Fu solo un bacio fraterno?

Il giovane dopo ripassò il fiume e si recò all’ormai deserto Orto delle Palme. Qui l’attendeva la guida con due cavalli.

— «Questo è tuo» — disse l’Arabo indicando Uno di essi.

Ben Hur guardò: Era Aldebran, il più rapido e il più bello dei figli di Mira, e, dopo Sirio, il preferito del suo padrone; Ben Hur sapeva che il cuore del vecchio sceicco accompagnava questo dono.

Il cadavere nell’atrio fu trovato e seppellito; un corriere di Messala partì lo stesso giorno per Cesarea, annunziando a Valerio Grato la morte di Ben Hur, questa volta certa e indubitata.

Non molto tempo dopo questi eventi, nelle adiacenze del Circo Massimo, fu aperta una bettola con questa iscrizione:


THORD IL GERMANO.