Pagina:Wallace - Ben Hur, 1900.djvu/485

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Entrò, e con passo leggiero si avvicinò alla poltrona. Chinandosi sopra la spalliera, vide Ester, addormentata e ravvolta nello scialle del padre. I capelli sciolti e disordinati piovevano sopra il suo volto. Il suo respiro era irregolare e affannoso. Un lungo sospiro terminante in un singhiozzo rompeva tratto tratto dal suo petto. Qualchecosa — la solitudine forse, o quei sospiri — diedero a Ben Hur l’idea che quel sonno fosse piuttosto il riposo del dolore più che il ristoro dopo la fatica. La natura manda questo sollievo ai fanciulli, ed egli era solito considerare Ester come quasi una bambina. Appoggiò le braccia alla spalliera e pensò:

— «Io non voglio svegliarla. Non ho nulla da dirle — nulla — se non ch’io la amo. Essa è figlia di Giuda, bella, e come diversa dall’Egiziana! Quella è tutta vanità, ambizione, egoismo; questa è tutta verità, dovere, abnegazione. No, il problema non è se io l’ami — ma se essa ama me. Sul principio mi era amica. Quella notte sul terrazzo ad Antiochia, con quale infantile ardore mi pregò di non inimicarmi Roma, e di parlarle della villa di Miseno, e della mia vita tranquilla colà! Io la baciai allora. Può essa aver scordato quel bacio? Io non l’ho dimenticato. Io l’amo. — Nessuno sa in città che ho ritrovato la mia famiglia. Non l’ho detto all’Egiziana; ma questa piccina si rallegrerà della mia gioia e darà loro il benvenuto con la mano e col cuore. Essa sarà un’altra figlia per mia madre, e una sorella per Tirzah. Io vorrei svegliarla e dirle tutte queste cose, ma — o maledetta maga d’Egitto! — come potrei avere il corraggio di parlare a lei? Io andrò via, aspetterò un’occassione migliore. Dormi in pace Ester, figlia amorosa, fiore di Giuda!» —

E, in silenzio, camminando in punta di piedi, si ritirò.


CAPITOLO VIII.


Le vie e i ritrovi pubblici della città rigurgitavano di gente, che andava e veniva, attorniava cantando e felice i grandi fuochi, e mirava i pezzi di carne che giravano allo spiedo.

L’aria era impregnata dell’odor di carne abbruciata e del fumo del legno di cedro. Era questa l’occasione in cui ogni figlio d’Israele era fratello ad ogni figlio d’Israele, e