Pagina:Wallace - Ben Hur, 1900.djvu/503

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— «Ordina a quegli uomini di spicciarsi» — disse il Primo Sacerdote al centurione. — «Questi» — indicando al Nazareno — «deve esser morto e seppellito prima del tramonto, affinchè la terra non sia profanata. Così dice la legge.» —

Preso da un senso di compassione, un soldato si avvicinò al Nazareno e gli offrì da bere, ma egli rifiutò la coppa. Quindi un altro andò a lui e gli tolse dal collo l’asse con l’iscrizione, e la inchiodò all’albero della croce. I preparativi erano completi.

— «Le croci sono pronte» — disse il centurione al pontefice, che con un gesto della mano rispose:

— «Venga prima il bestemmiatore. Il figlio di Dio dovrebbe esser capace di salvarsi. Vedremo.» —

Il popolo, al quale i preparativi erano chiaramente visibili, e che fin qui aveva assalito il colle con un clamore continuo di urli e di fischi, tacque.

La parte più terribile del supplizio stava per cominciare — gli uomini dovevano venire inchiodati sulle croci. Quando i soldati afferrarono il Nazareno a questo scopo, un fremito corse nella folla, e i più abbrutiti provarono un senso di terrore. Alcuni dissero poi che l’aria era diventata più gelida e li aveva fatti tremare.

— «Come tutto è tranquillo!» — disse Ester, cingendo il collo del padre con le sue braccia.

Ricordando la tortura che egli stesso aveva sofferto, il vecchio si strinse al petto la figliuola, dicendo con voce tremante:

— «Non guardare, Ester, non guardare! Forse tutti noi, spettatori di questa scena, gli innocenti come i rei, saremo maledetti da quest’ora.» —

Balthasar cadde in ginocchio.

— «Figlio di Hur» — disse Simonide con crescente agitazione — «figlio di Hur, se Jeova non s’affretta a stendere la sua mano, Israele, tutti noi siamo perduti.» —

Ben Hur rispose con calma: — «Simonide, io mi sono destato da un lungo sonno, e, come in sogno, mi sono apparse le ragioni per cui questo si compie, e si deve compiere. E’ la volontà del Nazareno, è la volontà di Dio. Seguiamo l’esempio del buon Egiziano, e preghiamo in silenzio.» —

E quando sollevò gli occhi verso la collina, di nuovo gli giunsero, attraveso l’aria tranquilla, le parole:



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