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I servitori di Balthasar avevano abbandonato il loro padrone; e, quando tutto fu finito, i due Galilei riportarono alla città il vecchio nella sua lettiga, come in una bara.

Era una triste processione quella che entrò nella porta meridionale del palazzo dei Hur, al tramonto di quella memorabile giornata. Circa alla stessa ora il corpo di Cristo fu levato dalla croce.

Le spoglie di Balthasar furono deposte nella stanza degli ospiti.

Tutti i servitori lo attorniarono piangendo, perchè tutti lo avevano amato in vita; ma quando videro il suo viso composto ad un sorriso di ineffabile beatitudine, asciugarono le lacrime e dissero: — «Sta bene — Egli è più felice stasera, che non lo fosse quando uscì stamattina.» —

Ben Hur non volle confidare ad un domestico il compito di partecipare ad Iras la morte del padre. Andò egli stesso per condurla presso il cadavere. Egli s’immaginava il dolore della giovane, lasciata ormai sola nel mondo; era questo un momento di oblìo e di perdono.

Si ricordò che non aveva chiesto perchè essa non aveva fatto parte della comitiva quel mattino, e dove fosse; si ricordò che non aveva nemmeno pensato a lei, e riflettendo con rimorso a questa dimenticanza, era disposto a far pace, anche in vista del grande dolore che veniva ad arrecarle.

Egli scosse le tende della sua porta; e quantunque udisse il tintinnire dei campanelli, nell’interno, non ebbe nessuna risposta; la chiamò per nome, ad alta voce — nessuno rispose. Sospinse la portiera, ed entrò nella stanza. Essa non c’era. Salì rapidamente sul terrazzo, ma non la trovò. Interrogati i domestici, seppe che non era stata veduta in tutta la giornata.

Dopo avere invano frugato in ogni angolo della casa, Ben Hur ritornò nella stanza degli ospiti e prese il posto che sarebbe spettato alla figlia, vicino al corpo del genitore. Il suo cuore era pieno della bontà di Cristo, che sulla soglia del paradiso aveva voluto chiamare a sè l’anima del suo vecchio e fedele servitore.

Quando il lutto del funerale era già quasi dissipato, al nono giorno della guarigione, come prescriveva la legge. Ben Hur ricondusse a casa la madre e Tirzah; e da quel giorno, i due maggiori, nomi che la lingua umana sappia pronunciare, furono sempre riverentemente accoppiati,

— «DIO PADRE E CRISTO FIGLIO» —