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Lasso! E in questo sentiero io non m’arretro,
     Per ritornare, onde parti; che fora
     Troppo lungo cammin tornare indietro.


XIV


Sento, che l’età mia da primavera
     Omai sen passa alla stagion estiva,
     Che di sci lustri all’ultimo anno arriva,
     Grave per cure, e per passar leggiera.
5Nel mezzo io son di mia vital carriera,
     Quando del pondo suo l’anima schiva,
     Ritornando alla stella, onde deriva,
     Non mi si faccia notte avanti sera.
E vivo ancora in amorosi affanni,
     10E invecchierò nel giovanile ardore,
     Portando il primo fuoco agli ultimi anni.
Chè so ben io, che chi ti segue, Amore,
     Tra fallaci promesse, e veri inganni,
     Fa d’una vita breve un lungo errore.


XV1


Io ricorro a la vostra intercessione,
     Glorioso San Rocco, Eroe celeste:
     Tengo una moglie senza discrezione,
     La qual è pur la maladetta peste.
5Per guarirmi da cure sì moleste,
     Senza la vostra gran benedizione,
     Certo che meglio voi la guarireste
     Con quel, che avete in man, santo bordone.
Se tai prodigi incominciate a fare,

  1. Mentre udiva Messa, vide un tale supplichevole avanti l’altare di S. Rocco, ed immaginandosi, che chiedesse grazia al Santo per una Moglie tempestosa, che aveva; soprapreso da un estro Poetico, non potè trattenersi di non comporre sopra il luogo un Sonetto, e terminato lo lesse al Padre Agostino Lenguegna Somasco.