Pagina:Zappi, Maratti - Rime I.pdf/419

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

371

III1


Mentre un dì mirossi al fonte
     Del mio Dio la bella Amante,
     Vide il collo il sen la fronte
     Farsi bruni in un istante;
5Quindi volta all’Orizzonte
     Alzò gli occhi al Sol davante,
     E poi disse a quanti e a quante
     Incontrò per valle, o monte:
Non guardate, ch’io sia bruna,
     10Che fin’or candida fui,
     Qual la vaga argentea Luna;
Ma il mio Sol co’ raggi sui
     Sì mi tinge, e sì m’imbruna,
     Perch’io piaccia solo a lui.


ANGEL ANTONIO SACCO.


I


Mio Dio, quel cuor, che mi creaste in petto,
     Per l’immenso amor vostro è angusto e poco,
     Nè può in carcer sì breve, e sì ristretto
     Starsi tutto racchiuso il vostro fuoco.
5Pur che poss’io, se all’infinito oggetto
     Non è in mia man di dilatare il loco?
     Più vorrei, più non posso. Ah mio diletto,
     Voi per voler, voi per potere invoco.
Più vorrò, più potrò, se voi vorrete:
     10Ma poi che prò, se ’l vostro merto eccede
     D’ogni voler, d’ogni poterle mete?
Deh me guidate’ alla beata sede!
     E colassù di ritrovar quiete
     Il mio poter nel voler vostro ha fede.

  1. Sopra il versetto: Decoloravit me Sol.