Pagina:Zibaldone di pensieri I.djvu/210

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184 pensieri (71-72)

non v’ha uomini in tutto quel campo. Cosí discorriamola. Vedi i naturalisti, e se questa osservazione sia stata fatta da nessuno di loro. Osservo anche la moltitudine degli uccelli, i cui stormi sono innumerabili, e nondimeno son vinti dalla folla degli animali piú  (72) piccoli che si ritrova in questo o in quel luogo secondo le circostanze rispettive.


*   Anche il delitto bene spesso è un eroismo, cioè, per esempio, quando il farlo torna in danno o pericolo, e nondimeno si vuol fare per soddisfare quella tal passione ec.; tanto piú eroismo quanto che bisogna superare tutta la forza della natura reclamante, e dell’abitudine, se si tratta per esempio di un giovane, di un innocente, ec. E però è un eroismo anche senza il danno o il pericolo tutte le volte che è commesso da persona non solita a commetterlo, costando sempre uno sforzo e una vittoria di se stesso, nel che consiste l’eroismo. Quindi da un delitto di questa sorta si può sempre argomentar bene o almeno alquanto straordinariamente di una persona. In somma ogni sacrifizio di cosa cara ogni sacrifizio difficile è un eroismo, anche quello della virtú, e dei sentimenti piú sacri, quando questo sacrifizio ancora costa.


*   Anche il dolore che nasce dalla noia e dal sentimento della vanità delle cose è piú tollerabile assai che la stessa noia.


*   Il sentimento della vendetta è cosí grato, che spesso si desidera d’essere ingiuriato per potersi vendicare, e non dico già solamente da un nemico abituale, ma da un indifferente, o anche, massime in certi momenti d’umor nero, da un amico.


*   Tutto è nulla al mondo, anche la mia disperazione, della quale ogni uomo anche savio, ma piú tranquillo,