Pagina:Zibaldone di pensieri I.djvu/220

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194 pensieri (83-84)

fuoco giovanile, difetto di prudenza, di esperienza di senno, ec., e si stimano molto piú essi; onde non possono provare invidia, perché nessuno invidia la follia degli altri, bensí compassione, o disprezzo, e anche malvolenza, come a persone che non vogliono pensare come voi e come credete che si debba pensare. Del resto credono che ancor esse fatte piú mature si ravvedranno, tanto sono lontane dall’invidiarle. E cosí precisamente  (84) porta l’esperienza che ho fatta e fo. Ben è vero che se mai si affacciasse loro il dubbio che questi uomini di genio fossero spiriti superiori, ovvero se sapranno che son tenuti per tali, come anime basse che sono e amanti della loro quiete ec. faranno ogni sforzo per deprimerli, e potranno concepirne invidia, ma come di persone di un merito falso e considerate contro al giusto, e invidia non del loro genio, ma della stima che ne ottengono, giacché non solamente non li credono superiori a se, ma molto al di sotto.


*   Una prova in mille di quanto influiscano i sistemi puramente fisici sugl’intellettuali e metafisici è quello di Copernico, che al pensatore rinnuova interamente l’idea della natura e dell’uomo concepita e naturale per l’antico sistema detto tolemaico; rivela una pluralità di mondi, mostra l’uomo un essere non unico, come non è unica la collocazione il moto e il destino della terra, ed apre un immenso campo di riflessioni, sopra l’infinità delle creature, che secondo tutte le leggi d’analogia debbono abitare gli altri globi in tutto analoghi al nostro, e quelli anche che saranno, benché non ci appariscano, intorno agli altri soli, cioè le stelle, abbassa l’idea dell’uomo e la sublima; scuopre nuovi misteri della creazione, del destino della natura, della essenza delle cose, dell’esser nostro, dell’onnipotenza del creatore, dei fini del creato ec. ec.