Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/100

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
(603-604-605) pensieri 87

sostanza immateriale, che non possiamo concepir quale né come sia, e, quasi che l’avessimo sottoposta ad esperimenti chimici, pronunziare ch’ella è del tutto semplice e indivisibile e senza parti? Le parti non possono essere immateriali? Le sostanze immateriali non possono essere di diversissimi generi? E quindi esservi gli elementi immateriali de’ quali sieno composte le dette sostanze, come la materia è composta di elementi materiali. Fuor della materia non possiamo concepir nulla, la negazione e l’affermazione sono egualmente assurde: ma domando io: come dunque sappiamo che l’immateriale è indivisibile? Forse l’immateriale, e l’indivisibile nella nostra mente sono tutt’uno? sono gli attributi di una stessa idea?  (604) Primieramente ho già dimostrato come l’idea delle parti non ripugni in nessun modo all’idea dell’immateriale. Secondariamente, se l’immateriale è indivisibile e uno per essenza, non è egli diviso, non ha egli parti, quando le sostanze immateriali, ancorché tutte uguali, sono pur molte e distinte? Dunque non vi sarà pluralità di spiriti, e tutte le anime saranno una sola.

Dopo tutto ciò, come possiamo noi dire che l’anima, posto che sia immateriale, non può perire per essenza sua propria? Se lo spirito non può perire per ciò che non si può sciogliere, cosí anche perché non si può comporre, non potrà cominciare. Meglio quei filosofi antichi, i quali, negando che le anime fossero composte e potessero mai perire, negavano parimente che avessero potuto nascere e volevano che sempre fossero state. Il fatto sta che l’anima incomincia, e nasce evidentemente e nasce a poco a poco, come tutte le cose composte di parti.

Oltracciò non osserviamo noi nell’anima  (605) diversissime facoltà? la memoria, l’intelletto, la volontà, l’immaginazione? Delle quali l’una può scemare o perire anche del tutto, restando le altre, restando la vita e quindi l’anima. Delle quali altri son piú, altri