Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/256

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(888-889) pensieri 243

questa forza nasceva sovente dalla sua libertà. Nel modo stesso che un principe, per esser egli indipendente e libero e non aver legami né ostacoli alla sua volontà, non perciò lascia di tiranneggiare il suo popolo; anzi, quanto piú è geloso della sua libertà, tanto piú ne toglie a’ sudditi o a’ piú deboli di lui. Cosí, quanto  (889) piú una nazione sentiva ed amava se stessa, che avviene massimamente ai popoli liberi, tanto piú era nemica delle straniere e desiderosa di elevarsi sopra loro, di farsene ubbidire e, conquistate, opprimerle, tanto piú invidiosa de’ loro beni, ingorda del loro ec.; effetto naturale dell’amor nazionale, come lo è dell’amor proprio rispetto agl’individui: essendo, insomma, l’amor patrio non altro che egoismo nazionale e, rispetto alla nazione intera, egoismo della nazione. E cosí dite di qualunque amore o spirito di corpo, di parte ec. Quella nazione dove regna fortemente e vivacemente ed efficacemente l’amor nazionale è come un grande individuo; e, alla maniera dell’individuo, amando se stessa, si ama di preferenza e desidera e cerca di superare le altre in qualunque modo. E quanto all’essere un popolo tanto piú tiranno di fuori quanto piú geloso della libertà propria e nemico della tirannia di dentro, vedi l’esempio moderno, che pare all’autore dell’Essai ec. di vedere nell’Inghilterra rispetto a’ suoi stabilimenti fuor d’Europa. Vedilo, dico, al luogo citato nella pagina precedente.

Questi quadri paiono non solamente disgustosi, anzi terribili, ma tali che nessun male, nessun cattivo stato si possa paragonare col detto stato delle nazioni antiche. E ciò avverrà massimamente a quelli che considerano la vita come un bene per se stessa, qualunque ella sia. Ma passiamo ora ai moderni e consideriamo il rovescio della medaglia.

1°, L’uomo non si potrà mai (come nessun vivente) spogliare dell’amor di se stesso, né questo dell’odio