Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/31

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18 pensieri (482-483-484)

da quel tipo e da quell’idea ec. Cosí viceversa e relativamente alle varie qualità dei nomi e delle persone. Ed anche da grandi, e dopo che l’immaginazione ha perduto il suo dominio, dura per lungo tempo e forse sempre questo tale effetto, almeno riguardo ai primi momenti e proporzionatamente alla forza dell’impressione ricevuta da fanciulli e dell’immagine concepita. Io da fanciullo ho conosciuto familiarmente una Teresa vecchia e, secondo che mi pareva, odiosa. Ed allora e oggi che son grande provo una certa ripugnanza a persuadermi che il nome di Teresa possa appartenere  (483) ad una giovane, o bella, o amabile; o che quella che porta questo nome possa aver questa qualità: e insomma, sentendo questo nome, provo sempre un' impressione e prevenzione sfavorevole alla persona che lo porta. E ordinariamente l’idea che noi abbiamo dell’eleganza, grazia, dolcezza, amabilità di un nome, non deriva dal suono materiale di esso nome, né dalle sue qualità proprie e assolute, ma da quelle delle prime persone chiamate con quel nome, conosciute o trattate da noi nella prima età. Anche però viceversa potrà accadere che noi da fanciulli concepiamo idea della persona dal nome che porta, massime se si tratta di persone lontane o da noi conosciute solamente per nome; e giudichiamo della persona, secondo l’effetto che ci produce il nome, col suono materiale o col significato che può avere o con certe relazioni con altre idee. E questo ci avviene ancora da grandi, sia per conseguenza dell’idea concepita nella fanciullezza, sia anche assolutamente: perché è certo che noi non ascoltiamo il nome ovvero il cognome di persona a noi tanto ignota, che sopra quella denominazione non ci  (484) formiamo una tal quale idea sí dell’esterno che dell’interno di quella persona. Idea piú o meno confusa, piú o meno viva, secondo le circostanze; ma ordinariamente chiarissima e vivissima ne’ fanciulli, sebbene