Pagina:Zibaldone di pensieri III.djvu/154

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
140 pensieri (1403-1404)

loro comune maestro, e dall’indole di tutti i tempi colti, che hanno sempre dato gran peso alla filosofia ec. Aggiungete che quelli stessi che nelle altre nazioni trattarono l’antica filosofia, non la trattarono nelle lingue volgari ma in latino, perché le altre lingue volgari, eccetto l’italiana, non si stimavano e non erano allora capaci delle cose gravi e serie ec. Onde anche la storia fu scritta dal francese De-Thou in latino, né si ha, cred’io, storia francese, almeno passabile prima di Luigi XIV (28 luglio 1821).


*    Alla p. 1338. Notate in questo proposito, per dimostrare l’influenza della lingua o dei nomi sulle cognizioni, che una sufficiente notizia della lingua e delle proprietà delle voci greche non solo giova sommamente allo studioso di medicina per ben conoscere l’indole ec. delle malattie ec. ec., non solo abbrevia d’assai il detto studio ec. e lo facilita ec.; ma forse, senza detta notizia, molte volte, non  (1404) dico lo studioso, ma lo stesso medico non arriverà ad avere di qualche cosa denominata in medicina con termine greco un’idea cosí chiara e precisa, come la concepisce subito il grecista, ancorché ignorante di medicina, appena ode quel tal nome; avendo questa bellissima proprietà gran parte delle parole greche applicate alle scienze ec., ch’elle son quasi perfette definizioni delle cose che significano; e questo a causa della precisione che riceve quella lingua dai composti ec., qualità che nello stesso grado non si può, generalmente parlando, trovare in verun’altra lingua (29 luglio 1821).


*    Le cinesi si storpiano per farsi il piede piccolo, riputando bellezza quello ch’é contro natura. Che accade il noverare le tante barbare, cioè snaturate usanze e opinioni intorno alla bellezza umana? Certo è però che tutti questi barbari, e i cinesi ec. trovano