Pagina:Zibaldone di pensieri III.djvu/211

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(1500-1501) pensieri 197

madre, massime da una madre già formata, cólta, ricca, letterata ec. Nata a poco a poco la sinonimia nella lingua madre, e quindi diffusa questa in diverse parti, non tutti i sinonimi passano a ciascuna lingua figlia, ma solamente alcuni a questa, altri a quella. E questa è pur una delle cagioni della maggior ricchezza e proprietà delle lingue antiche. Le lingue figlie di una madre già formata per lo piú sono meno ricche di lei. Il tempo dopo aver soppresso le differenze de’ significati (sia prima della diffusione e presso la nazione originariamente partecipe di quella lingua, sia molto piú dopo, e presso le nazioni che sempre corrottamente la ricevono e sempre mancante e povera, per la ignoranza e la difficoltà d’imparare una lingua nuova e l’impossibilità di ricevere e praticar tutta intera una tal lingua ricca ec. ec.), il tempo, dico, sopprime quindi naturalmente una buona parte de’ sinonimi, conservandone solo uno o due per significato, che, prevalendo a poco a poco nell’uso, fanno dimenticar gli altri ec. Cosí le lingue perdono  (1501) a poco a poco necessariamente di ricchezza e di proprietà a causa della sinonimia. Oltre che le lingue figlie, nascendo da corruzione e dagli stessi danni che il tempo reca alla sostanza materna, non la possono mai di gran lunga ereditar tutta intera. E cosí il fondo delle lingue si va sempre scemando se per altra parte non si accresce, e le lingue che nascono sono sempre piú povere di quelle che le producono, almeno nei principii.

Questa è pur, come ho detto, una gran ragione della differenza delle lingue figlie di una stessa madre. In questa nazione prevale il tal sinonimo, e gli altri si dimenticano o non s’introducono mai. In quella il tal altro. Questa ne riceve o ne conserva un solo nel tale o tal significato, quella due, quell’altra piú ec. Cosí è accaduto alla lingua latina diramata nelle Spagne, nella Francia, in Italia. E troveremo spessissimo