Pagina:Zibaldone di pensieri III.djvu/426

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
412 pensieri (1865-1866-1867)

que e l’assoluta mancanza d’illusione, e quindi di speranza, sono cose contraddittorie (7 ottobre 1821). Vedi p. 1866.


*   Perché si giudica brutta in un paesano tale o tal parlata, mossa, costume forestiero che in un forestiero parrà graziosa? Perché paion bruttissime le donne vestite da uomini, o viceversa, quando paion belle e graziose  (1866) tante snaturatezze ne’ vestiari, anzi s’elle sono alla moda ci par brutto ciò che ne differisce e bruttissimo ciò che gli è contrario, cioè il piú naturale? Assuefazione, opinione, prevenzione (7 ottobre 1821).


*   Possiamo dire che ogni qualunque sensazione affatto nuova, se non è precisamente di dolore, è piacevole per ciò solo ch’é nuova, quantunque non solo non abbia in se nessun genere di piacevole, ma abbia anche del dispiacevole (8 ottobre 1821).


*   Alla p. 1865. Si può dire che la cognizione del mondo, la furberia, la filosofia, ed anche generalmente lo stesso talento, consiste in gran parte nella facoltà ed abito di non eccettuare. Il giovane si trova tradito, deriso dietro alle spalle ec. ec. ingannato, perseguitato ec. da questo e da quell’uomo da cui meno se l’aspettava, da un amico ec. ec. S’egli ha talento, dopo due o tre esperienze, ed anche alla prima, conchiude che non bisogna fidarsi degli uomini, che tutti appresso a poco sono malvagi, ne deduce de’ risultati generali sulla natura del mondo e della società, qualunque  (1867) persona, ancorché novissima, qualunque favore fattogli ec. ec. gli riesce sospetto ed in breve egli si forma un sistema vero intorno agli uomini, di cui nessuna circostanza, nessuna apparenza per grande ch’ella sia, lo può far dimenticare. Ma s’egli è di corto talento, dieci,venti esperienze non baste-