Pagina:Zibaldone di pensieri III.djvu/469

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
(1943-1944-1945) pensieri 455

diverse combinazioni e gradazioni di colori, quando essi non esprimono nulla. Laddove le diverse combinazioni e disposizioni e gradazioni de’ sapori e de’ suoni non possono essere senz’armonia o disarmonia, gusto o disgusto del palato o dell’udito, e questo maggiore o minore.

La causa di questa differenza non è altra che la mancanza di assuefazioni determinanti e creanti l’armonia o disarmonia de’ colori puri. E la causa di questa, se non totale, quasi totale, mancanza (che rende ridicolo il tentativo fatto di una musica a colori) non può esser altra, secondo me, che la stessa immensità delle assuefazioni,  (1944) sensazioni, esercizi, occupazioni variatissime della vista, applicandola sempre agli oggetti, la distrae dal considerare le loro qualità visibili indipendentemente da essi, in modo bastante a formarsi di esse sole assuefazioni bastanti a rendere armonica o disarmonica la loro pura composizione. La vista è il piú materiale di tutti i sensi e il meno atto a tutto ciò che sa di astratto. Perciò la vista e i suoi piaceri sono le predilette sensazioni dell’uomo naturale ec. ec. ec. Vedi Costa, Dell’Elocuzione.

Per lo contrario dovremo dire dell’odorato, il quale, essendo il meno esercitato de’ sensi umani, non si è creato neppur esso veruna sufficientemente determinata armonia o disarmonia nelle sue sensazioni, cioè negli odori. Si danno odori composti, come sapori, ma l’odorato non è quasi capace di distinguere in essi l’armonia o disarmonia degli elementi e quell’elemento che armonizza e quello che disarmonizza, come pur fa il palato ne’ sapori. E questo  (1945) e quello però secondo le diverse assuefazioni e le diverse abitudini di attendere, che hanno acquistate i diversi individui in questi due sensi. Giacché è noto quanto il senso dell’odorato sia suscettibile di raffinamenti, di attenzioni ec. Vedi Magalotti, Lettere scientifiche. Ed